NESSUN  MISTERO  MA  TANTA  STORIA

Le mille "voci", le innumerevoli  leggende su chilometriche gallerie che percorrerebbero la nostra città in lungo e in largo non potevano non sedurre la curiosità di noi speleologi; se non altro per riportare tutte queste voci e leggende al loro reale contenuto di verità, nonché per togliere quell'alone di mistero che si è venuto a creare intorno a questi manufatti che sono oltre tutto vere opere di architettura.

Appositamente per questo il Gruppo Speleologico Pistoiese ha costituito al proprio interno uno specifico Gruppo di lavoro, che si sta appunto dedicando ad una ricerca scientifica delle opere ipogee esistenti realmente non nell'immaginario collettivo ma nel sottosuolo cittadino.

 

Da un primo studio storiografico abbiamo potuto constatare già sulla carta la reale consistenza di queste "leggendarie" gallerie: si tratta per lo più delle vecchie Gore, che approvvigionavano la città pre-industriale: mulini, frantoi, opifici tessili e per la lavorazione del ferro, oltretutto non percorribile facilmente in tutto il loro sviluppo spaziale. Si tratta dell'originario alveo della Brana , deviato per necessità difensive nello sviluppo della città "fiorentina" ( fossato antemurale della terza cerchia muraria ), ed anch'esso inglobato nel reticolo delle Gore.

Si tratta dei camminamenti sotto la Fortezza o i Bastioni, strutture che rientravano nella normale architettura costruttiva di queste opere difensive

Quello che ci duole è la constatazione che queste "voci" e leggende si sono alimentate nella troppo affrettata perdita della memoria del nostro passato appena prossimo.

 

Sono state sufficienti non molte uscite esplorative nell'antico e originario alveo del torrente Brana, di cui abbiamo potuto effettuare il rilevamento topografico di circa 350 metri di gallerie, e in cui stiamo eseguendo uno studio approfondito sulla tipologia dei manufatti, che sono di diverse produzioni epocali, per renderci conto di trovarci di fronte ad opere che possono apportare un grosso contributo allo studio della storia della città, e su questo appunto ci stiamo dedicando, coinvolgendo anche altre figure professionali e scientifiche.

In questo che tuttora dovrebbe essere un ... "percorso naturale di acque", ma che tutto è al di fuori di ciò, abbiamo effettuato alcuni rinvenimenti di grande importanza storica; di questi rinvenimenti abbiamo già dato informativa alle Soprintendenze competenti.

 

           Abbiamo rinvenuto una (semi) arcata di un ponte in conci di pietra della larghezza di circa m. 2.50 che               risulterebbe  appartenere al  ponte di S. Leonardo, già menzionato in un documento del 1110 col nome di                              PONS     BONITURI.

                Abbiamo rinvenuto tratti di mura (circa 10 metri) che possono essere riconducibili alla seconda cinta muraria             della città, della quale esiste un solo altro tratto in via Borgo Albanese.

                Abbiamo rinvenuto un manufatto in pietre squadrate e disposte con una certa cura che si presentava alla   corrente torrentizia nel suo centro con uno sperone di circa 95°-100° tanto da far pensare ad un              "BASAMENTO" di un antico ponte ( via Cassia? ); ma il rinvenimento più importante è rappresentato da una INSCRIZIONE, presente in una pietra di quello che chiamiamo "basamento", in lingua latina, con il seguente testo .              

  [...NE’    AQUE ELEVENTUR

                Una prima ipotesi di datazione ci ha fatto collocare tale inscrizione al III - IV secolo D.C., ma su questa sta svolgendo lavoro di ricerca un'archeologo, autorizzato dalla Soprintendenza .

 

Certamente non pensavamo, quando abbiamo iniziato le nostre ricerche, di poter raggiungere questi obbiettivi; ci eravamo prefissi l'obbiettivo di poter disegnare una carta precisa di tutte le opere ipogee ( Gallerie ) esistenti nel sottosuolo pistoiese, nonché la produzione di rilievi topografici e studi analitici della tipologia di queste opere architettoniche.

E tuttora questo rimane il nostro obbiettivo finale; ma certamente adesso quando esploriamo una "nuova" galleria, la nostra attenzione è maggiormente rivolta agli elementi particolari che vi potessero essere. 

                                                                                                                   Antonio Ginetti

 

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