Una storia entusiasmante.

Ormai sono dieci anni che a Pistoia si fa speleologia con un gruppo organizzato all'interno della sezione del Club Alpino Italiano e con piacere ricordo,ripercorrendoli con la memoria, i primi tempi di attività del Gruppo. Mi é stato lasciato il compito di tracciare una linea che disegni il percorso delle attività svolte in questi anni, in tale ardua impresa sono però aiutato dai vari articoli presenti in questo numero, che dipingono le molteplici senzazioni scaturite durante questo entusiasmante "viaggio ipogeo". Spero che leggendo i vari articoli, scritti un pò da tutti, tu percepisca, casomai con un pò di immaginazione, la passione che ci ha animato in tutti questi anni: é un pò come immaginarsi un quadro avendo in mano solo qualche piccolo frammento, ma del quale si può intuire la vivacità dei colori e l'energia delle pennellate che lo compongono.

Gli Albori

Ricordo ancora bene quando alcuni soci del CAI di Pistoia mi proposero e convinsero a formare un Gruppo speleologico all'interno della nostra sezione. Per la verità facevo prevalentemente attività con il gruppo di Firenze: a quei tempi andavo in punta (uscita in grotta in corso di esplorazione) quasi tutte le settimane,con amici del Gruppo Speleologico di Firenze e di altri gruppi: i miei interessi speleologici erano tutti orientati alle esplorazioni a-1000 e mai mi sarebbe passato per la testa di impegnarmi nella formazione di un gruppo speleo a Pistoia.

   Se non ci fossero stati all'interno della sezione di Pistoia oltre a Luciano Sichi (alla cui perseveranza si deve la nascita del Gruppo) anche Leonardo, Massimo, e Luca con il loro entusiasmo a coinvolgermi forse il Gruppo Speleologico Pistoiese non sarebbe mai nato.            Il GSPT nacque cosi nel 1990 su iniziativa di 5 soci CAI: Luciano, Luca, Leonardo, Massimo ed il sottoscritto allo scopo di sviluppare anche a Pistoia un punto di riferimento per chi avesse voluto avvicinarsi alla speleologia.

Un gruppo per fare attività a bisogno di molti materiali: corde, piastrine, moschettoni ed una serie di altre attrezzature di uso comune che non erano presenti, cosi l'attività inizialmente risultò non sempre facile e limitata alla visita di grotte di piccolo sviluppo, o collegata all'attività organizzativa di altri gruppi.

Dopo queste prime difficoltà, superate da quella euforia che ha sempre caratterizzato la vita del gruppo, si sviluppò il desiderio di ingrandirsi e trasmettere ad altri il nostro entusiasmo. Si decise quindi di organizzare un corso di introduzione alla speleologia. La cosa non fu cosi semplice, anche se da vari anni seguivo come istruttore i corsi del GSF: la mancanza di attrezzature, la mancanza di esperienza di gestione di un corso, la scarsità di istruttori ed accompagnatori, resero l'organizzazione del primo e del secondo corso molto impegnative.

Grazie ad un piccolo contributo economico della sezione CAI, fu possibile acquistare un pò di materiali (caschetti ed attrezzature da affittare a chi voleva avvicinarsi all'attività speleologica per la prima volta) e con un bel pò di attrezzatura personale si organizzarono i primi corsi di introduzione alla speleologia.

Un ringraziamento va comunque fatto a tutti gli speleo degli altri gruppi, che si sono resi disponibili per darci una mano, sia nell'organizzazione delle lezioni teoriche sia nella gestione delle uscite in grotta. Fra tutti un grazie particolare va rivolto a Giuliano Ponsecchi, della montagna Pistoiese, per la disponibilità dimostrata nel darci una mano durante i primi corsi speleo.

Gli anni delle ripetizioni

I primi anni di attività del gruppo sono stati caratterizzati principalmente dal desiderio di rivisitare alcune delle principali grotte esplorate da altri negli anni passati, un pò per divertirsi un pò per confrontare le proprie forze con altre realtà speleo, un pò nella speranza di trovare qualche proseguzione. L'attività piu faticosa ci ha visto impegnati nel riarmo (cosi si dice quando si attrezza con corde e moschettoni una grotta) della Buca di Foce Luccica, un piccolo complesso carsico (con profondità di circa 450 metri ed uno sviluppo superiore a 2 KM) il cui ingresso si apre sulle pendici del Monte Spallone nella zona delle Alpi Apuane settentrionali. Questa grotta é caratterizzata dalla presenza di un pozzo che si sviluppa nel vuoto per oltre 100 metri, a pochi minuti dall'ingresso, che ne rende la visita abbastanza impegnativa e selettiva.

Con il proseguire degli anni e lo svilupparsi dell'esperienza, l'attività del gruppo spazia su vari fronti ed é stata sempre in crescita.

All'andare in grotta solo per divertimento si sono ben presto affiancati altri impegni. Vale la pena di ricordare brevemente alcuni di quelli principali a cui ci si é dedicati e che solo in parte  traspaiono da queste righe.

Oltre alla attività di introduzione alla pratica speleologica ed alla formazione di nuovi speleo (che ci vede impegnati anche all’interno della commissione didattica della Federazione speleologica Toscana) vengono svolti incontri con le scuole, sia medie che elementari, con proiezioni di diapositive sia sulla speleologia urbana che su quella svolta in cavità naturali.

Alcuni di noi sono impegnati da anni all’interno della Federazione Speleologica Toscana, all’interno del quale siamo sempre stati attivi. Sempre nell’ambito delle attività sviluppate dai Gruppi Grotte della Toscana e coordinate dalla FST siamo spesso presenti alle riunioni della commissione scientifica, che costituisce il punto di raccordo della ricerca scientifica ipogea di tutta la Toscana.

Ed ancora è da ricordare la presenza di alcuni di noi all’interno del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico.

L’esplodere dell’attività esplorativa

Certamente l’attività piu affascinante ed entusiasmante, direi il motore che muove ed anima la speleologia tutta, è la ricerca esplorativa.

Nel corso di questi anni, piano piano la “malattia” dell’esplorazione (o febbre esplorativa come si vuole definire) ha “infettato” anche il GSPT. Inizialmente molti dei nostri sforzi sono stati concentrati sul Monte Memoriante, sulla Penna di Lucchio e su tutta la media Valle della Lima. In seguito a tale lavoro di perlustrazione è stato redatto un piccolo opuscolo dattiloscritto descrittivo delle cavità, sia note che di nuova scoperta, con il loro posizionamento geografico.

Successivamente gli sforzi si sono diretti verso le Alpi Apuane, in particolare prima in Carcaraia e successivamente sul Monte Sagro, con fronti esplorativi che spaziano in piu direzioni. Per il futuro, spontaneo mi viene da augurare al Gruppo una vita piena di euforiche ricerche ed impegni come quelli di questi dieci anni trascorsi.

E per finire un pò di numeri

10    Sono gli anni di attività del GSPT

80    Sono gli iscritti che il GSPT ha avuto in questi anni

33    Il numero degli iscritti attualmente in regola con le quote

16    Soli gli  iscritti di sesso femminile

     Sono i soci che fanno parte del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico

35     Anni é l'età media dei soci

38    La media di uscite annue

2,5   Il gradiente di crescita,che documenta il progredire e lo sviluppo dell'attività

26    Il numero di nuove grotte scoperte ed esplorate

15    Nuove grotte iscritte al Catasto speleologico Toscano

4      E' il numero dei campi di ricerca esplorativa

6      E' il numero medio di iscritti ai corsi

400  E' il di metri risaliti all'Abisso Smilodonte

187   Metri di corda presenti attualmente in magazzino

1250 Metri di corda in grotta (armi esplorativi)

      Il numero di attrezzature complete a disposizione 

1       Lettera ricevuta dal Presidente della Regione Toscana (Vannino Chiti

         di ringraziamento e di encomio per il lavoro svolto nell'ambito cittadino.

                                                                               Giovanni Becattini 

Articolo scritto per il decennale del gruppo 

 

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